Ma non a uno qualunque: all'imbecille che sabato scorso, in questo punto, con la sua "Classe B" si apprestava a percorrere un breve tratto di strada contromano esattamente mentre io provenivo in senso opposto.
Forse nessuno te l'ha mai spiegato: i sensi unici non sono degli atti di cattiveria pensati da qualche orribile funzionario dell'ufficio urbanistica. Sono piuttosto finalizzati ad evitare che due auto si trovino una di fronte all'altra in una strada la cui larghezza impedisce il passaggio contemporaneo e in senso opposto delle due auto di cui sopra.
Oppure, come nel caso specifico, per evitare che un automobilista che percorre un tratto stretto e con visibilità limitata si trovi di fronte un imbecille (appunto) che arriva baldanzosamente in senso opposto.
Quindi il fatto che io mi sia rifiutato di arretrare per farti passare e abbia (inutilmente) tentato di spiegarti la cosa, non deve essere messo in relazione alla mia antipatia verso di te o verso la tua auto (che peraltro non mi dispiace neppure), ma ha qualcosa a che vedere con quella pratica arcaica conosciuta come "rispetto delle regole di civile convivenza".
Capisco poi che quel colpo di clacson abbia fatto crescere la tua già smisurata autostima, ma come hai avuto modo di verificare non ha sortito alcun effetto pratico.
Detto questo, la prossima volta considera l'ipotesi di rispettare il senso unico e fare il giro dell'isolato, che comunque ci impieghi meno tempo. Specie se incontri uno come me.

2 commenti:
Per quel che conta hai tutta la mia solidarietà: bravo!
Tieni conto che il tratto in questione è sede del campionato mondiale di Parcheggio Creativo (da noi i vigili sono tutti impegnati a multare auto in panne lasciate sui marciapiedi).
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